Impazienti di proseguire con il nostro narrare, ho potuto avere tutti i dati con esattezza, al momento del ritiro, in copie, delle cartelle cliniche: la n. 10873 recante il nome di mia madre Bruni Maria Teresa; e la n. 11583 a mio nome Lastrucci Paolo.
Da una mia lettura della cartella clinica di mia madre, da ignorante di medicina, quale sono, ho potuto estrapolare, come prima cosa, che mia madre è entrata in ospedale il giorno 11 maggio 1974 alle ore 9,15, per avere tutto il tempo a disposizione per gli ultimi controlli, prima dello scadere del tempo calcolato una settimane dopo.
Io, Paolo Lastrucci, venni alla luce il 18 maggio 1974 alle ore 16,00, dopo un lungo travaglio, per mia madre, giovanissima, solo ventitreenne, al primo parto; Avene tramite parto naturale con l'impiego di forcipe, ero un infante di 4,5 kg. di peso, per mano del medico ginecologo dott. _______ .
Il medico ginecologo di turno, dott. _______ , per non prendere una decisione, e aspettando che gli eventi si dipanassero da soli, continuando con la procedura normale, non valutando elementi essenziali, per attuare misure di emergenza, alla quale si trovassero di fronte, quali una prima gravidanza e quindi a un primo parto, primo elemento, secondo elemento, ma non di minor importanza, la grandezza del feto.
Venne cosi a determinarsi, visto con gli occhi di uno studente di giurisprudenza quale sono, un primo reato, omissione di soccorso, un comportamento di non facere nell'omettere di compiere azioni possibili nell'interesse di due vite umane, consistente nel non praticare, d'urgenza, il parto cesaio ad una giovane donna in difficoltà.
E come secondo reato che si evince è quello di tentato omicidio colposo, con la possibilità che divenisse, plurimo, mio ed eventualmente anche di mia madre, per il perdurare dell'assenza dell'arrivo d'ossigeno all'infante, cioè a me, per un tempo breve ma sufficientemente ampio, purtroppo, per determinare una grave. asfissia neo-natale, diagnosi riportata dalla mia cartella clinica.
Conseguenza, di questa piccola frazione di tempo, in cui e venutosi a creare un interruzione dell'apporto di ossigeno al cervello mi ha comportato la morte, in parte, di neuroni e in particolare modo la sinistra, addetti alla sfera motoria e del linguaggio; la situazione odierna, dopo infinitesimi microscopi miglioramenti, è non cammino da solo, con l'auto di una terza persona che mi sorregga, ad esempio ad sotto braccio, riesco a fare, concetrandomi